Se solo tu fossi qui.
Non mi starei ubriacando di divx, aspettando che arrivi il sonno. Verrei a letto, sapendo di trovarti li.
Se tu fossi già addormentato, mi infilerei silenziosa sotto le coperte, piano, per non svegliarti. Mi stenderei girata verso di te, a guardarti nell’oscurità, respirando il tuo profumo, ascoltando il tuo respiro fino a che non mi addormento a mia volta.
Se tu fossi sveglio, mi appoggerei invece alla tua spalla, per parlare di niente, per raccontarti 5 secondi di nulla di cui ti devo assolutamente rendere partecipe. Lo farei solo per sentire la tua voce, solo per sentirti pronunciare una parola o due, sperando in un sorriso, o una risata soffocata. Non dovrei per forza starti attaccata tutto il tempo, il solo saperti li, che ti giri nel sonno, che magari mi scalci, o mi parli da sonnambulo, sarebbe niente da sopportare per una persona fastidiosa come me.
Perchè la tua presenza sarebbe tutto. Perchè tu, da solo, riempiresti il niente che c’è adesso.
Corridore forte il Ballero, intendiamoci. Un bel passista da classiche. Peccato non fosse veloce, avrebbe vinto molto di più. Ma sui sassi della Rubé, signori, diventava irresistibile. Un fenomeno. Una sintesi di Merckx e Coppi. C’era da lustrarsi gli occhi, a vederlo. Andava via leggerissimo, agile, ma potente. E gli altri non riuscivano a stargli dietro. Un paio di volte l’ha anche buttata via, la Rubé. Quella più clamorosa fu nel ’93. Era il più forte di tutti. Li ha staccati tutti, in rimonta da dietro. Alla fine, gli è rimasto attaccato solo il vecchio Duclos-Lassalle, uno che già solo dal nome dovresti capire che non ti puoi fidare. Ballerini lo staccava di cinquanta metri ad ogni tratto di pavé. Poi rallentava, e permetteva che il francese gli tornasse sotto. Perché? Perché la strada per Roubaix era ancora lunga. E andare in due è più facile. Ballerini non era ancora sicuro dei suoi mezzi (le corse si vincono con la testa, anzitutto) e temeva che da dietro potessero tornare sotto (ma quando mai? lui volava, gli altri facevano fatica a stare in piedi) e si tenne dietro Duclos-Lassalle. Il quale sbuffava, diceva di non farcela più, di stare per morire, e che in cambio del secondo posto avrebbe aiutato Ballerini. E davvero, Ballerini doveva frenare per aspettarlo ogni volta. Arrivarono nel velodromo con più di due minuti sugli inseguitori. Partì la volata. E Duclos-Lassalle, che s’era risparmiato andando al traino, beffò Ballerini di dieci centimetri. Quando arrivò l’esito del fotofinish, Ballerini si mise a piangere come un vitellino. Credo che non abbia dormito per una settimana. Non è un caso che le due volte che poi vinse il Ballero arrivò da solo. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Partì e staccò tutti in modo imbarazzante (per quelli che rimasero staccati). La seconda volta (Roubaix bagnata) massacrò Tafi (mica un pirla qualsiasi, uno che la Rubé l’ha pure vinta, dopo) lasciandolo a quattro minuti e mezzo. E gli altri non me lo ricordo neanche a quanto. Diciamo che qualcuno arrivò quando lui, il Ballero, aveva già finito di farsi la doccia.
– Marco Beccaria (via masstrovato) (via chettimar) Via A Trick of the TumblrThat badge isn’t there for show… it’s a brander. Don’t get in the way when it’s speeding along at 317 km/h.
![unknownskywalker:
[Photo via NASA]](http://29.media.tumblr.com/tumblr_kxj2n81EhX1qzyhb5o1_500.jpg)











